17 maggio 2012

Lettere al direttore

SEZIONE LETTERE AL DIRETTORE
Gentile Redazione, cordiali Amici,
dopo un’esplosivo evento quale è stato il 17 Marzo dell’anno passato, con tutta una serie di concerti, eventi, mostre che hanno dominato la scena culturale di tutto l’anno 2011, eccoci ancora vicini alla fatidica data della proclamazione del Regno d’Italia nel lontano 1861. Un anno in più, tanto orgoglio e fantasia negli Italiani, ma pure crisi, tristezza, tempi cupi e gravi problemi, non ultimo un Governo “tecnico” che mette solo ansia in tutti noi , ogni volta che propina tasse ed elogia le misure anti crisi, sempre a discapito dei lavoratori e della classe media , L’anno passato l’On. Napolitano ha compiuto un bel gesto “riparatore” con il passato monarchico , rivolgendo doveroso omaggio nel Pantheon di Roma, al Primo capo dell’Italia unita, mentre quest’anno si vuole far cadere tutto nel silenzio assoluto, per evitare quel furor di popolo che vide su quasi tutti i balconi , sventolare un Tricolore ! Anche ad Alessandria non posso dimenticare la ricorrenza, anche se sarò in quella splendida regione perduta che è la Savoia francese, esattamente ad Hautecombe per ricordare ed omaggiare il nostro grande Re Umberto II e la Regina Maria Josè. Comunque faccio presente che le vetrine dei due negozi più prestigiosi e storici della nostra città, Borsalino di corso Roma e Calzature La Parmigiana di via Migliara, saranno predisposte per la fausta ricorrenza storica ! Un piccolo gesto di serietà e grande rispetto per la Storia e per la nostra Nazione !
Cordialmente Carmine Passalacqua Consigliere Comunale di Alessandria
Egregio Direttore, sta fortunatamente volgendo al termine un quinquennio nel corso del quale i provvedimenti da parte dell’attuale Giunta Comunale di Alessandria in materia di mobilità urbana non hanno certo brillato per lungimiranza. La nuova Amministrazione si era appena insediata nel 2007 quando abbiamo assistito alla realizzazione della Ztl creativa, nelle strade più periferiche della città, meno trafficate ed in alcuni casi addirittura nemmeno asfaltate. Si è proseguito con l’esilarante boutade degli spazzacamino per contrastare l’inquinamento atmosferico e con l’imposizione di una pseudo zona 30 in Corso Acqui realizzata al solo scopo di utilizzare i finanziamenti regionali, e che ha prodotto nel tempo risultati assolutamente negativi: maggiore caos del traffico a motore ed un più elevato pericolo per ciclisti e pedoni. Nel frattempo, per evitare malintesi sul concetto di mobilità sostenibile promosso dall’attuale Giunta, si è realizzata la progressiva discriminazione di chi utilizza la bicicletta parallelamente allo smantellamento del trasporto pubblico cittadino. Come non citare infine la mirabolante pavimentazione catalitica che si mangia le emissioni inquinanti, nonché la crescita costante della percentuale di parcheggi a pagamento e delle relative tariffe. In questo desolante quadro di interventi sconclusionati, approssimativi e privi di organicità giunge la notizia dell’abbassamento del limite di velocità da 50 a 30 km/h nella zona racchiusa tra gli spalti, in quanto tale misura favorirebbe la riduzione dell’inquinamento. Fa piacere che dopo 5 anni anche questa Giunta ne abbia preso atto, alla Facoltà di Fisica ne saranno lieti, ma non è certo con le ordinanze che si migliora la mobilità urbana. Come pensa la Giunta di far rispettare tali limiti? Posizionando forse una pattuglia ad ogni incrocio? E’ giunto il momento di voltare pagina, sia nel metodo che nel merito, così da sviluppare un progetto complessivo e strutturale di mobilità sostenibile che riguardi l’intera città. Bisognerebbe partire da un confronto serrato e franco con le Associazioni di Categoria, quelle ambientaliste e gli altri principali portatori di interesse, così da individuare un percorso e degli obiettivi condivisi che tengano conto dei vincoli e delle esigenze presenti e future. Occorre fornire risposte a chi chiede di potersi muovere in bicicletta da un’estremità all’altra della città con percorsi sicuri ed integrati nel contesto urbano. Occorre progettare e realizzare vere zone 30 sulla falsariga delle migliori esperienze europee, secondo una visione integrata della città, e non suddivisa a compartimenti stagni. Occorre da un lato realizzare un piano dei parcheggi più ambizioso, e dall’altro incentivare e facilitare l’uso del trasporto pubblico. Ma soprattutto è fondamentale integrare il concetto di mobilità urbana sostenibile in un’idea più ampia di sviluppo e riqualificazione urbana, tenendo presente come si vogliono indirizzare i flussi veicolari, come e dove si vuole modulare e garantire l’accessibilità ai servizi da parte dei cittadini e delle imprese, come si vuole rilanciare il commercio nel centro storico ed in che modo si intende rendere efficace la distribuzione delle merci. Questi aspetti non sono incompatibili con il contrasto dell’inquinamento atmosferico, a patto che siano chiari due concetti base: da un lato evitare di calare sulla cittadinanza decisioni dall’alto soprattutto nelle fasi di pianificazione e progettazione, e dall’altro pensare allo sviluppo di una mobilità sostenibile riguardante il territorio cittadino (sobborghi compresi) nel suo insieme. In un ambito dove la sensibilità dei cittadini è crescente il centro-destra ha già fallito e non è più credibile, ora tocca al centro-sinistra prendere l’iniziativa e dimostrare di avere le idee chiare a riguardo. Cordiali saluti, Marco Marzi Alessandria, 15 dicembre 2011
SEZIONE LETTERE AL DIRETTORE
Stefano Barbero, della Lista Civica “Noi crediamo in chi crede in noi” ci ha inviato questa lettera che pubblichiamo.
Dalla spaccatura della maggioranza al comune di Alessandria salta agli occhi qualcosa di divertente, se lo prendiamo da una certa angolazione. Piercarlo Fabbio, motivando la sospensione delle deleghe agli assessori leghisti, ha detto che ha agito per “mancanza di fiducia politica”. Poche ore dopo, lo stato maggiore del Carroccio alessandrino dichiarava che la rottura è frutto di una “questione tecnica”. Mettiamoci nei panni dei cittadini: a chi dare retta? La Lega alessandrina derubrica tutta la vicenda a “questione tecnica” ma poi quel passaggio sul tecnico di area, esperto di contabilità pubblica, ingaggiato perché “non ci fidiamo più dei conti di Fabbio e Vandone”, tradisce qualcos’altro. E senza accorgersene si sono contraddetti: parlano di mancanza di fiducia. Dunque questa mancanza di fiducia è reciproca. PDL e Lega diffidano l’uno dell’altro. Alessandria si faccia questa domanda: possiamo affidare le sorti della città nelle mani di una classe politica inadeguata e divisa al suo interno su scelte cruciali quali sono le politiche economiche? A che pro si può sperare in una ricucitura dello strappo? Cosa guadagnerebbe Alessandria dalla ricomposizione della frattura? Per quanto i vertici delle due formazioni, nell’eventualità di un riavvicinamento, possano spendersi in rassicurazioni sul futuro della giunta, niente potrà più essere garantito: scarsissima collegialità, poco dialogo con il consiglio comunale, scelte prese da caminetti ristretti hanno minato alla base l’alleanza alla guida del comune. E oggi a poco servono gli appelli disperati del sindaco Fabbio a saltare sulla barca che affonda a componenti del consiglio comunale, interpretando perfettamente il motto andreottiano “meglio tirare a campare che tirare le cuoia”. Il suo estremo tentativo ricorda le gesta di Berlusconi che nella parabola discendente del suo ultimo governo sfiancava i parlamentari promettendo mari e monti per durare un po’ di più. Anche nel caso di Alessandria, i problemi sono di fondo, non di superficie. Se solo chi guida il comune mostrasse un barlume di responsabilità, si dimetterebbe lasciando che del disastro contabile dell’ente se ne occupasse un commissario che, ne siamo certi, sarebbe più ferrato in materia. Speriamo che al più presto cali il sipario su questa squallida e triste vicenda che Alessandria, città operosa per fama e risultati, non si merita.
Stefano Barbero Lista civica “Noi crediamo in chi crede in noi”
SEZIONE LETTERE AL DIRETTORE
Egr. Direttore,
è cosa risaputa che l’Amministrazione della Città di Alessandria fa acqua  ormai da tutte le parti. La gestione clientelare e dissennata delle società partecipate fa emergere quotidianamente elementi di sofferenza economica e finanziaria a dir poco drammatici. La situazione sembra ormai fuori controllo, e rischia di obbligare a scelte dolorose e difficili le future Amministrazioni della Città. Negli ultimi giorni abbiamo assistito alla preoccupante evoluzione della crisi dell’Atm che, già probabilmente non in regola con i versamenti contributivi, ha corrisposto solo un acconto della mensilità di novembre ai propri dipendenti, facendo ricadere sui lavoratori le responsabilità politiche e gestionali di una classe dirigente fallimentare. In questo contesto le dichiarazioni di chi esterna a nome dell’Amministrazione Comunale molto difficilmente possono essere condivise, soprattutto se manca quella buona dose di umiltà, senso della realtà e rispetto che sarebbe gradita in così difficili passaggi. Invece l’Assessore all’Ambiente, Mobilità e Trasporti Dr. Vanni Lai non trova di meglio da fare che attaccare l’Atm e chiunque passi da quelle parti con affermazioni francamente indescrivibili. Cito soltanto questa frase: “Esistono altri modi per confrontarsi senza creare allarmismo e malumore tra i lavoratori”. Allarmismo e malumore? Forse qualche collega di Giunta dovrebbe spiegare all’Assessore che cosa sta succedendo. Forse non è ben chiaro che il dissesto finanziario verso il quale l’Amministrazione Comunale sta inesorabilmente scivolando ha ripercussioni gravissime sulle aziende municipalizzate, in quanto l’Amministrazione stessa non è più in grado di garantire il rispetto delle proprie obbligazioni contrattuali nei confronti di tali aziende. E non è altrettanto chiaro che risulta offensivo parlare di allarmismo e malumore quando è concretamente a rischio il pagamento degli stipendi a lavoratori che vivono già situazioni difficili a causa della grave crisi economica in atto. Naturalmente non può poi mancare il gioco che va più di moda negli ultimi tempi ad Alessandria: lo scaricabarile sugli altri Enti. Questa volta c’è una variante: essendo ormai giunti ai fratelli coltelli,  a fianco della Provincia viene tirata in ballo anche la Regione governata insieme all’alleato leghista (peraltro non certo esente da responsabilità). La nostra città sta vivendo uno dei periodi più bui degli ultimi decenni, ma evidentemente questi zelanti Amministratori non se ne sono ancora accorti. Può essere condivisibile il principio di fondo volto a contrastare il mancato pagamento dei biglietti, ma certamente non con la barzelletta che ciò possa risanare i bilanci. Inoltre questo ragionamento andrebbe fatto in un contesto più ampio, riconoscendo che la politica ambientale e dei trasporti dell’attuale Giunta ha disincentivato al massimo l’uso del trasporto pubblico e denigrato il concetto stesso di mobilità sostenibile: sorge allora il dubbio che un’azienda come l’Atm sia stata considerata sin da subito nient’altro che un impiccio o peggio ancora un limone da spremere. Del resto che cosa ci potevamo aspettare da chi intendeva risolvere il problema dell’inquinamento atmosferico con gli spazzacamino?
Cordialmente, Marco Marzi – Alessandria
SEZIONE LETTERE AL DIRETTORE
Il Sig. Pier Carlo Lava pubblica sulla nostra rubrica una lettera rivolta al Sindaco di Alessandria e più in generale all’Amministrazione, riguardoal riscontro di alcuni problemi su un tratto di strada e del suo relativo marciapiede nella zona del Villaggio Borsalino, ad Alessandria.
“MARCIAPIEDE DI VIA PIACENTINI: UN PERCORSO ACCIDENTATO”
CA. Sig. Sindaco
Buongiorno,
mi permetto inviarle la presente al fine di segnalare nell’interesse della comunità un problema inerente al marciapiede di via Piacentini.
Come potrà rilevare dalle foto che allego, il marciapiede in questione si è rotto in diversi punti e si sono create delle crepe, mentre in altri punti si è alzato a causa della pressione delle radici delle piante, formando degli scalini. In tal senso consiglierei una verifica di persona da parte del capo area servizi competenti ing. Marco Neri, che senza dubbio confermerà quello che rappresentano le foto allegate.
Tali problemi rendono difficoltoso e anche rischioso camminare sul marciapiede, in particolare per le persone anziane con problemi di stabilità e deambulazione (che possono inciampare e cadere con prevedibili conseguenze) che sovente percorrono la via per le passeggiate pomeridiane, approfittando del fatto che è l’unica con il marciapiede in ombra in tutto il villaggio, ovviamente mi riferisco al periodo estivo. Aggiungo inoltre che nel tempo sono morte alcune piante e non sono mai state sostituite, ad esempio nella parte iniziale di via Piacentini (nel tratto fra via Don Giuseppe Giovine e via Salvo d’Acquisto, quello con i problemi di cui sopra) la prima panchina d’estate è esposta al sole in quanto manca una pianta.
Credo che per i residenti del villaggio Borsalino sarebbe opportuno e gradito, un sollecito intervento dell’amministrazione comunale finalizzato a ripristinare e mettere in sicurezza il marciapiede in questione, oltre ovviamente a rimettere le piante mancanti. Infine considerato l’esiguo numero di quelle esistenti, non guasterebbe l’aggiunta di una o due nuove panchine.
La ringrazio per l’attenzione che vorrà dare alla presente e con l’occasione le auguro buon lavoro e cordiali saluti.
Un residente del villaggio Borsalino.
Pier Carlo Lava (e mail: consultrade1@tin.it )
LA RISPOSTA DEL SINDACO, PIERCARLO FABBIO:
La risposta del Sindaco di Alessandria è giunta oggi alla nostra redazione e sottolinea come l’Amministrazione avesse già provveduto a “dare una risposta” alla lettera di “lamentela” del Sig. Lava, abitante del Villaggio Borsalino. Riportiamo di seguito le parole del Sindaco Fabbio:
“Ho già risposto al signor Lava, facendo notare che i dislivelli – nonostante le fotografie sembrino drammatiche – sono veramente minimi. Addirittura si raggiungono i pochi millimetri di spessore. Comunque chiederemo ad Amiu di intervenire con una pulizia ad hoc in modo da eliminare il ghiaietto. Nel 2010 non è possibile l’intervento che invece si farà nel 2011, fresando l’intera pista e sostituendo interamente la pavimentazione”.
Piercarlo Fabbio
REPLICA DEL SIG. LAVA
In merito alla lettera di risposta del sindaco Fabbio, pubblicata oggi, il Sig. Lava vuole precisare che la risposta si riferiva (come si comprende dalle citazioni di “pista” e di “ghiaia”) alle lamentele riguardo la pista ciclabile di via Moccagatta, e non alle condizioni del marciapiede di via Piacentini del Villaggio Borsalino. Riportiamo di seguito la mail del Sig. Lava:
“Questa è l’unica e-mail che ho ricevuto dal Sindaco e come noterà si riferisce appunto alla pista ciclabile di via Moccagatta e non al marciapiede di via Piacentini.
Comunque inesattezza a parte, che però non dovrebbe succedere, prendo atto della parte finale della dichiarazione del Sindaco “Nel 2010 non è possibile l’intervento che invece si farà nel 2011, fresando l’intera pista e sostituendo interamente la pavimentazione”. Ovviamente verificheremo nella prossima primavera il mantenimento della promessa”.
Pier Carlo Lava